Revenue Management: ripensare le strategie uscendo dagli schemi

Molto spesso ci arrovelliamo il cervello alla ricerca di originalità, cercando disperatamente di uscire dagli schemi per trovare idee e intuizioni che ci permettano di fare la differenza.

Vogliamo evadere dalla nostra oasi di comfort, sia essa personale o professionale (ammesso che ci sia una reale distinzione tra le due).

La verità è che rompere gli schemi richiede un cambio di prospettiva radicale, un esercizio di apertura mentale e un po’ di coraggio.

Personalmente, amo molto questo esercizio e ho sviluppato alcuni metodi per stimolare la mia creatività.

Uno di questi è evitare di osservare troppo da vicino ciò che fanno gli altri.

Spesso, infatti, ci rifugiamo in modelli già esistenti e finiamo per replicare strategie e idee già battute, limitando inconsapevolmente il nostro potenziale innovativo.

Un altro trucco che utilizzo è ragionare come se da una determinata decisione dipendesse la mia vita, imponendomi un livello di stress controllato che mi aiuta a valutare il problema con una lucidità fuori dal comune.

Un altro elemento che trovo fondamentale è l’ispirazione tratta dai grandi classici della letteratura.

Invece di leggere i manuali di business scritti da imprenditori di successo, preferisco immergermi nelle opere di Proust, Dostoevskij e Tolstoj.

Questi autori hanno saputo indagare la natura umana in modo così profondo che, paradossalmente, i loro scritti sono più utili per prendere decisioni importanti rispetto ai testi specifici sul management.

Alla ricerca del tempo perduto di Proust, per esempio, si può quasi considerare un manuale sulla gestione delle emozioni, del tempo e delle percezioni, tre elementi chiave anche nel business.

Dostoevskij, con la sua straordinaria analisi psicologica, ci insegna a comprendere le persone e le loro reali motivazioni, un aspetto essenziale per chiunque operi in un contesto professionale.

Tolstoj, invece, con la sua visione ampia della società e dei suoi meccanismi, offre strumenti utilissimi per affrontare la complessità del mondo moderno.

Ma la vera chiave per uscire dagli schemi sta nel confronto con persone che sono completamente diverse da noi.

Se sei un giovane analitico e di ottima cultura, una conversazione con una donna anziana, poco istruita ma altamente espressiva, potrebbe rivelarsi più illuminante di un meeting con esperti del tuo  settore.

Eppure, tendiamo a circondarci di persone che ci somigliano, rafforzando così le nostre convinzioni anziché metterle in discussione.

Questo atteggiamento, sebbene comodo, è estremamente limitante.

Nel revenue management, per esempio, uscire dagli schemi significa spesso osservare il mercato con occhi diversi, magari prendendo ispirazione da settori completamente distanti dal proprio.

Le migliori strategie di pricing, ad esempio, non nascono dall’analisi dei concorrenti, ma dall’osservazione dei comportamenti dei consumatori in contesti diversi, dall’analisi psicologica delle decisioni di acquisto e dalla comprensione delle reali necessità del cliente.

Adottare un approccio simile nelle decisioni quotidiane, sia personali che professionali, aiuta a sviluppare una mentalità più elastica e aperta all’innovazione.

Quando ci troviamo di fronte a un’opinione che ci sembra insensata, invece di respingerla automaticamente, dovremmo fermarci a riflettere: forse quella prospettiva così diversa dalla nostra potrebbe essere la chiave per una soluzione innovativa.

Uscire dagli schemi non significa solo cercare disperatamente qualcosa di nuovo, ma sapersi aprire a punti di vista inaspettati, allontanarsi dalle consuetudini e lasciarsi ispirare da fonti impreviste.

Questo esercizio di apertura mentale, se praticato con costanza, non solo ci aiuterà a prendere decisioni più efficaci, ma ci renderà anche individui più completi, capaci di affrontare la complessità con maggiore consapevolezza e creatività.

Franco Grasso

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